PASQUA
2006
“Nell'angoscia
t'invoco:
salvami, Signore”.
(Salmo 17/18).
Dal Vangelo
secondo Giovanni
(10, 31-42):
traggo questa riflessione
“facendone fraterna condivisione”:
L'essere lapidato, da parte dei tuoi coetanei,
Gesù,
è un ulteriore motivo che sei proprio Tu:
il Figlio Divino di Dio venuto quaggiù,
“o meglio”:
con chiarezza t'udiamo asserire, d'essere colui che È,
“il Figlio di Dio, ricolmo d'infinito Amore, il vero Re”;
ma per alcuni: sei solo un uomo presuntuoso
che bestemmi,
pochi: han fiducia, molti: indifferenti o seguono altre correnti;
l'ulteriore motivo della tua incolumità:
lo sfuggire più d'una volta al pericolo che ti sovrasterà:
“d'essere lapidato, o in altro modo preso ed eliminato”;
t'hanno potuto mettere le mani addosso, solo
nell'ora stabilita,
e cioè nella Pasqua, quando l'agnello viene immolato vittima;
contemporanea a tanti agnelli, “l'Agnello
di Dio, viene immolato”:
unica efficace vittima di ringraziamento e di espiazione del peccato:
unico sacrificio, che consentirebbe a l'uomo, di venire riscattato,
a tale proposito t'offri come Pane da essere mangiato, “tanto
ci hai amato”;
non è affatto impresa difficile, usufruire
di questo Pane, “Agnello Sacrificato”,
purchè crediamo in Lui, accogliendo e vivendo tutto ciò
che ci ha “comandato”,
apprendendolo dalla S. Chiesa, “non guardando i difetti degli
uomini ma al Capo”,
“Cristo è stato messo a morte per i nostri peccati
ed è stato Risuscitato per la nostra giustificazione”:(
Rm 4,25)
è lui, l'Agnello Risorto, ad esprimersi attraverso le membra,
“che posso essere io o chi v'entra”;
l'augurio di Buona Pasqua, che per ogni colega,
allievo e per tutti desideriamo:
è di poter dire tutti: “Dio l'abbiamo riconosciuto,
ora, solo di Lui viviamo”.
Febbraio 07
“VANGELO
DELLA PASQUA”
No semplice rivista,
ma la più bella notizia,
se la predilegiamo intervista,
è capace di colmarci di letizia:
“per regali di nozze è la miglior lista”.
Ricette per tutti i gusti: peccatori, Santi
e giusti;
tramandata lettera d'Amore, parla ad ogni singolo
cuore:
mai male per male, ma bene a chi ti fa del male è l'amorosa
lezione.
Notizia che entra nella nostra vita e tocca
tutte le tematiche:
nascita, matrimonio e morte che non è più parola ultima
e odiabile,
viene sconfitta dal Risorto che della vita ne è Padrone ammirabile:
“con irriducibile cauzione riscatta personalmente e l'uomo
non muore”,
quale amante pagherebbe fino a tanto, “per non esser scartato”?
Sempre reperibile in mezzo a noi, Fino alla
fine dei secoli: nel Pane puro!
Sconvolgente documento, dà mirabilmente
i brividi il suo svolgimento,
misteriosa è anche l'indifferenza di tanti, verso Lui e il
suo avvenimento;
ma chiunque su di Lui s'è chinato e sinceramente interrogato
ha scoperto il giusto cammino, e passo dopo passo ne viene illuminato,
avanzando gioiosamente rasserenato, nel bello e nel brutto a lui
serbato.
Se v'è interrogativo sincero, sul da
dove vieni e dove vai, scopri ch'esisti,
non puoi non mettere ordine su cose fugaci e di basilari prestigi.
V'è anche chi dice: “leggi il
corano e ti convertirai all'islam”,
indubbiamente c'è del buono che fa bene, ma non merita “tam
tam”,
da escludere terroristi: plagiati assetati di far morire per troppo
odiar”;
Io dico: chi al Vangelo s'avvicinerà,
ha la notizia di Dio che plasma,
non è una semplice lettera, Lui è li di fronte che
ti parla,
come da Padre a figlio, fatto per la Paradisiaca sua casa,
ancora di più: da amante all'amata, quando sarò proporzionatamente
grata?
Vuole che nessuno vada perso, ma cammini in
Lui, “Via animata”;
la bella notizia del VAngelo è Gesù: Via, Verità,
Vita e Vittoria dimostrata,
S. A.Pasqua 08
“GESÙ
CRISTO:
RISORTO
DIO
DELLA VITA”
Non abbandona
le sue creature alla morte:
indossa le vesti umane,
"piange", soffre per noi, da risposte:
"Lazzaro vieni fuori".
"Io sono la Risurrezione e la Vita".
Chi vive e crede in Lui, ha la Vita piena e
definitiva:
attraverso il processo che porta alla Risurrezione,
passando "in ognuno", per la strada del calvario con la
passione;
quindi la morte di Lazzaro e pochi altri, è solo posticipata
per eccezione,
grazie alla sensibilità del Cristo: Re, Sacerdote e Profeta
d'ogni Nazione;
solo Lui può vincere la morte, "da esemplare profetizzata
Resurrezione",
di cui ogn'uno di noi può beneficiarne "attraverso la
stessa di Gesù",
ed è nel nostro spirito l'urgente resurrezione che vale di
più,
sarà lei ad introdurci in quella definitiva "che ci
condurrà lassù".
Con il peccato si muore, e a chi non accetta
di risorgere con Gesù,
addio risurrezione dello spirito, non sarà possibile risorger
più!
La morte è una protagonista "che
noi stessi" ce la siamo cercata,
ma il Dio della Vita, "piange", non accetta che lei sia
entrata,
reagisce, ama l'umana creatura: non vuol vederla dalla morte incatenata,
conduce la sfida personalmente, con corpo umano, e la rende svincolata.
La morte, pur sembrando incredibimente orgogliosa
di dare a tutti scacco matto
non può farcela con Lui che ha nome Gesù: "Dio
salva", ecco perchè è risuscitato!
Se non fosse risuscitato, non sarebbe stato riconosciuto e mai come
Dio chiamato.
Lui, nel tempo stabilito, ridarà a tutti
questo corpo che ho avuto e porto:
chi accetterà di risorgere nello spirito, risorgerà
anche con corpo,
orrore per chi non permetterà d'essere nello spirito risorto,
riavrà il suo vecchio corpo, ma con spirito morto;
nulla di divino spartirà, chi non accetta Gesù Salvatore
nostro,
si autocondannerà ad eterno tenebroso blindato sepolcro.
Solo dimorando in Lui, Risurrezione, si ha
la gioia d'esistere nella vita,
scartando Lui, si scarta la vita, non v'è Pasqua, perchè
eternamente finita.
Nella S.ta Messa, faccio Pasqua e m'incontro
con il Risorto:
ho la grazia di festeggiare ogni giorno, "anche per chi ancora
indugia nel fosso":
entro in Lui e come Lui divento, soffrendo, "amo offrendo"
e muoio risorgendo;
"nel tragitto della S.ta Pasqua, posso completare in Lui quel
po' che manca".
Con i miei "cinque pani e due pesci", contribuisco: "tutta
la popolazione mangia".
Auguro a tutti buona Pasqua di Risurrezione,
"la gloriosa conclusione"...
S. A. Pasqua 08
“CHI
SEI?”
Sono una semplice
ennesima creatura,
di passaggio nel Creato,
nella città di Colui che tutto ha formato.
Attraverso il mondo con quest'umile corpo
per giungere alla meta "oltre il lato opposto".
Amo il progetto e la Sapienza che l'ha programmato,
ogni suo operato e volere, è da me liberamente accettato;
più lo scopro, meglio lo conosco e sempre più lo voglio
amato e adorato.
L'accoglienza più completa e gioiosa, è nella Pasqua
che ho festeggiato.
La vivo con Lui: "nel patire, morire ed essere risuscitato";
la tomba vuota rende il mio credo sempre più rafforzato.
Il discendere da progenitori: Adamo ed Eva,
rende vittime e complici della caduta della primitiva era,
ma con promessa del Creatore di rialzarci "a nuova primavera":
"Ecco, IO faccio nuove tutte le cose. Cambierò il lutto
in gioia vera",
dopo che la donna schiaccierà il capo al serpente "che
incita alla mela".
Guardare al Creatore, pur essendo piccolo, oppresso, schiavizzato
e perseguitato,
si è sempre da Lui protetti, a causa del suo instancabile
amare: "mi vuole salvato"!
Anche "come crocifissore" posso sperare: "Padre,
perdona, non comprende il male".
"L'Egiziano", non gli appartiene, "se dal serpente
antico proviene ed interviene";
"l'Ebreo", perseguitato... passerà nel mar rosso
senza neppure un capello bagnato,
a differenza "dell'Egiziano" che con cavalli e cavallieri
fu ingoiato:
era semplicemente la Pasqua della vecchia, antica alleanza,
questa "nuova", è infinitamente ricolma d'amore
ed esultanza:
passaggio dalla morte alla vita che è Cristo, che ridona
speranza:
"Ecco l'agnello di Dio che toglie i peccati dal mondo.
Il Padre ha tanto amato il mondo
da donare il suo divin Figlio che si fa obbediente
sino alla morte e alla morte (ignominiosa) di croce".
Mai m'abbandona, ma mi protegge con la potenza del Figlio:
maltrattato, insultato, spogliato, inchiodato e morto sulla Croce,
è poi risuscitato: potenza d'amore che a sue spese rinnova
il creato;
se il Crocifisso avrò guardato, da morte "velenosa"
non sarò intaccato;
il mio Creatore, ha la prima ed ultima parola, eccolo trionfato.
Se anche tu sei perseguitato, stai pur certo non resterai abbandonato;
se sei nel giusto e al prossimo fai solo il bene: "non subirai
eterne pene"
non viene certo dal maligno l'amore di giustizia, "che ti sarà
redditizia",
oltre lassù, già ora quaggiù, posso beneficiare
della risurrezione di Gesù.
È naturale, solo finchè vivo in questo mondo, si ripeteranno
passioni e morti,
ma anche le svariate spirituali "risurrezioni", straordinariamente
potenti e forti;
un giorno risorgerò gioioso e glorioso nella Luce che è
Lui, non vedrò più giorni bui.
Pasqua 09
"TOMBA
VUOTA"
Signore,
è quel sepolcro dove sei stato posto;
"dove andrebbe un cadavere risorto?".
Quel "Cristallino" Tuo corpo glorioso,
non appartiene più a materiale "fangoso",
ma tutto a sua dimensione divina, astro misterioso;
Creatore e Re dell'universo, Salvatore misericordioso,
dai prova di risorto a chi nel tuo disegno d'amore lo vuoi coinvolto.
Non certo a coloro che continuano a reclamare
crocifissione;
inoltre, imperterriti tentano l'assurda e falsa confessione:
"l'han rubato i suoi discepoli, a dormir c'eravamo messi";
ecco evidenziarsi come e quando intendiamo impegnarci.
Può mai essere rubato, un corpo tanto
discusso e vigilato?
Quel Dio che dopo richieste ironiche non scende
da croce,
potrebbe forse farsi vedere da chiunque il dubbio si pone?
Per ciò che riguarda me, è sufficente
riascoltare
la testimonianza del Re e profeta, Davide "Tuo padre":
"non permetterai che il tuo Santo veda la corruzione...".
La Tua parola personale:"dovrà patire morire e il terzo
giorno resuscitare.
beati coloro che m'han creduto anche senza avermi veduto...".
Ma v'è anche quella dei tuoi apostoli:
"questo Gesù, Dio l'ha risuscitato e noi tutti lo testimoniamo".
Son felice d'unirmi al coro della sequenza
alla vittima Pasquale:
"Si ne siamo certi: Cristo è veramente risorto. Tu Re
vittorioso abbi pietà di noi"...
L'Amantissimo, per amore, s'è reso: confitto, trafitto, ma
mai sconfitto!
Una naturale conferma viene da ogni primavera:
"fiorisce sempre la vita vera",
puntualissima combinazione, ogni anno porta anche me, "a maturazione";
quella tomba vuota mi fà comprendere che non è la
morte la conclusione,
ma la vita pura, che per ora possiamo contemplare anche nella primaverile
fioritura.
Quel corpo trasformato in cui la nostra materia
non ha facoltà di farlo evidente,
solo l'intervento del onnipotente, potrebbe eliminare le nostre
deficenze;
un giorno ti potremo vedere anche senza l'ausilio d'occhio terreno
carente,
ma non basta volerti vedere, occorre vivere come a Te si conviene.
Tu sei l'Inizio e la Fine, a Te appartengono
i beni e tutto sostieni,
è gioia scoprir che ci doni amore da farne traboccare il
cuore
assecondarti, scopriamo che cammini con noi "sfamandoci bene
e come";
se la tomba è vuota, il nostro cuore può esser pieno
di Te, Dio vero.
Accoglierti, ci si deve disporre sino ad averne
"felice doglie".
Risorgerò anch'io, e più intensa
ed eterna gioia spero in Te, o Dio.
S. A. Marzo 2007
PASQUA 07
"Ricordiamo, Signore, le tue meraviglie".
Crei l'uomo libero da come si vede,
e dal male ne ricavi sempre il bene.
Il mio cuore s'innalza estasiato e si sostiene,
tutta la mia fiducia desidera inabissarsi nel Tuo Bene.
Tu conosci tutto, compreso la mia famosa fragilià.
Sai bene quanto la struttura della mia povera fede resisterà.
Non indugiare a farmi entrare nella tua Passione: a resurrezione
mi condurrà,
rafforzala "questa mia fede" e non per la mia, ma per
la Tua Gloriosa "Sede".
Ecco per noi un'altra alba della tua umana
e Divina Pasqua.
Quando e quanto attingerò da quest'altra festosa Grazia?
Festosa ed eccelsa, perchè Tu ti servi
del tuo tanto patire per redimerci.
Non permettere che io rimanga passivo pur godendo
dei tuoi impari "sacrifici":
È mai possibile che nella Pasqua, Tu
mi dai tutto, ed io nemmeno l'ombra di un frutto"?
Fammi partecipe, come nella gioia, anche del
Tuo ingiusto e terribile dolore.
Non guardarmi come tuo "coniuge"
dal cuore troppo freddo e privo d'amore;
incapace di soffermarmi a immedesimarmi neppure nell'altro trafitto
Cuore:
"nel doloroso evento Tuo e di Tua Madre, in contemporaneo estremo
Ardore":
t'assiste, suo figlio e Dio, (intento a patire e morire per amore),
mentre dall'indescrivibile suo dolore di Madre, con acutissime "doglie",
partorisce anche noi nuovi figli suoi, da guidare all'eterne glorie.
Non dubito, Gesù e Maria, Madre e Padre
Nuovi,
di quanto arda il vostro squarciato cuore per noi:
"L'Amore rigenerante nel dolore, ci fruttano copiosi doni".
Ma i miei: dove sono? Come può essere
Pasqua "per chi resta fuori"?
Troppi frutti quaggiù non sembrano buoni:
intervenite pure, "con i doni"!
Confido che con il vostro aiuto, produrremo
anche noi frutti buoni.
Pur nella mia impotenza espando a tutti "in
qualsiasi situazione",
Buona Pasqua soprattutto a portatori di croci "d'abilitare
a Resurrezione".
S. A. Pasqua 08
“PASSAGGIO”
Sono
un'ennesima creatura,
di passaggio nel Creato,
nella città di colui che tutto ha formato,
attraverso il mondo con quest'umile corpo
per giungere alla meta la, "oltre il lato opposto";
amo il progetto e la Sapienza che l'ha programmato,
ogni suo operato e volere, è da me, liberamente accettato,
più lo scopro, meglio lo conosco, e sempre più lo
voglio adorato;
l'accoglienza più completa e gioiosa, è nella Pasqua
che ho festeggiato:
la vivo con Lui: "nel patire, morire ed essere risuscitato";
la tomba vuota rende il mio credo, sempre più rafforzato.
Il discendere da progenitori: Adamo ed Eva,
si è vittime e complici della caduta della primitiva era,
"ma con promessa del Creatore, di rialzarci a nuova primavera":
"Ecco, IO faccio nuove tutte le cose: Cambierò il lutto
in gioia vera",
dopo che la donna schiaccierà il capo al serpente "che
incita alla mela".
Amare il Creatore, pur essendo piccolo, oppresso,
schiavizzato e perseguitato,
si è sempre da Lui protetti, ha causa del suo instancabile
amare: "mi vuole salvato"!
Anche "come crocifissore" posso sperare:
"Padre, perdona, non comprende il male".
"L'Egiziano", non gli appartiene,
"se dal serpente antico proviene ed interviene";
"l'Ebreo perseguitato...", passerà nel mar rosso
senza neppure un capello bagnato,
a differenza "dell'Egiziano" che con cavalli e cavallieri
fu ingoiato:
era semplicemente la Pasqua della vecchia, antica alleanza,
questa "nuova", è infinitamente ricolma d'amore
ed esultanza,
passaggio dalla morte alla vita che è Cristo, che ridona
speranza:
"ecco l'agnello di Dio che toglie i peccati dal mondo.
Il Padre ha tanto amato il mondo
da donare il suo divin Figlio che si fà obbediente
sino alla morte e alla morte (ignomignosa) di croce":
Mai m'abbandona, ma mi protegge con la potenza del Figlio,
che, maltrattato, insultato, spogliato ed inchiodato sulla Croce,
è morto e risuscitato: potenza d'amore che rinnova il creato;
se il Crocifisso avrò guardato, da morte "velenosa"
non sarò toccato;
il mio Creatore, ha la prima ed ultima parola, eccolo trionfato.
Se anche tu sei perseguitato, stai pur certo
non resterai abbandonato;
se sei nel giusto e al prossimo fai solo il bene: "non subirai
eterne pene"
non viene certo dal maligno l'amore di giustizia, "che ti sarà
redditizia",
non quaggiù, ma lassù, con la risurrezione donata
esclusivamente da Gesù.
È naturale,
solo finchè vivo in questo mondo, si rinnovano passioni e
morti,
ma anche le svariate spirituali risurrezioni, miracolosamente potenti
e forti;
un giorno risorgerò gioioso e glorioso nella Luce che è
Lui, cesseranno i giorni bui.
Pasqua 09
"CHICCO"
"In verità io vi dico:
se il chicco di grano,
caduto a terra, non muore,
rimane solo; se muore,
produce molto frutto".
(Gv 12, 24).
Una ricca spiga ci sarà,
se un chicco sotto terra morirà.
Ascoltando e seguendo il Figlio di Dio,
riuscirò a mettere sotto terra il mio Io;
atto che prospetta la gloriosa svolta Pasquale:
"anticipo di gioia che già mi sento sovrastare".
Anche per me, sua povera, piccola creatura:
"v'è pane di vita, in quella dorata spiga matura".
"Pur essendo figlio, imparò l'obbedienza
da ciò che patì e, reso perfetto,
divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono"
(Eb 5,8-9).
L'obbedire al Padre "morte evidente",
dell'Io da seppellire:
un sicuro marcire che in svariati modi "ti fa morire".
È così che innalzo su stelo robusto
la mia vita,
ma se per il chicco significa produrre la spiga,
per il Figlio di Dio è un dare, "all'intera umanità",
la vita:
"mentre ubbidiente s'annienterà, prodigiosa spiga crescerà".
Quindi, lasciarsi seppellire, è fare
la divina Paterna volontà,
dal mattino a quello seguente, affrontando le infinite realtà,
prendendo la propria croce e seguendolo, "finchè ci
si seppellirà".
Abbiamo la prova: non è solo sepoltura,
è anche resurrezione futura".
Il prezzo della gloria Pasquale è proprio
nel dare all'Io una morte sicura.
Urge far morire gli istinti superflui che dilagano
e son contro natura.
Cristo ha portato frutti per tutti, ma non
sempre li raccogliamo tutti,
Dio vuole che ce ne serviamo per meglio portare
i nostri frutti.
Ci dice:
"Chi ama la propria vita, la perde
e chi odia la propria vita in questo mondo,
la conserverà per la vita eterna.
Se uno mi vuol servire, mi segua, e dove sono io,
la sarà anche il mio servitore".
(Gv 12, 25)..
Ecco dov'è il segreto delle gioie Pasquali:
seppellendo l'Io, non solo per te stesso rinasci,
ma grazie a Cristo, potremo risorgere "in tanti".
S. A. Pasqua 2010
"AGNELLO
DI DIO"
"che togli i peccati del mondo
abbi pietà di noi".
Tutti i giorni per noi Tu ti fai tale,
su quell'altare ove ti osiamo innalzare!
Ricordo quando venimmo in terra Santa,
sul monte ove ti trasfigurasti qual Dio che salva,
ti miravo in mosaico, in artistica opera che incanta,
fino a farmi incaponìr la pelle, per la tua gola sgozzata,
strappasti dall'insensibile arido mio sguardo, alcune lacrime,
li, mi pareva reale quel Tuo prezioso e vermiglio sangue,
t'usciva dalla candida gola, squarciata fluttuante e abbondante:
"deve bastare per ogni architrave, senza quello non si può
campare";
quanta tenerezza emanavi da quell'innocente mite sguardo infiammante.
Tu, unigento figlio di Dio e di Maria, sconfiggerai
il male che è satana;
Sei l'Isacco non risparmiato, il tuo programma non lo vuoi annullato;
nell'annientamento vinci, ed è così che l'umano verrà
risuscitato.
T'abbassi a lavarci i piedi per insegnarci
a purificarci "interi";
ci nutri della tua carne, per far si' che ci reggiamo in piedi;
ci sfami donandoti cibo di Luce per il non volerci ciechi.
Or ti contemplo, ancora una volta, trafitto
su quella croce;
quanto t'è costato, un ingrato come me, sordo a odir tua
voce?
È terribile scoprir quanto sangue hai
speso, pietoso Salvatore:
"le strazianti pene e, quanta profonda interminabile umiliazione,
sino a toccare la stessa nostra morte che sol'io merito, misero
peccatore",
cosa dovrei dire o fare, or che ti contemplo li', con squarciato
cuore?
Perchè non mi fai scoppiar in pianto
come Pietro o pur morir di dolore?
Non m'è proprio facile guardarti in
così scomodo "ma glorioso trono",
ma or che ancor ti miro, non più voglio staccarmi da Te,
fonte "d'oro".
"Tua Madre è inchiodata con Te",
donami di restare accanto a Lei
presso Te solo, v'è luce ed esclusivo profumo d'arcano dator
di beni.
Fammi almeno più ardito a portar dietro
di Te la mia croce,
e da Cireneo a quei fratelli che più stentano ad udir tua
voce.
LA FINE
Angoscia e speranza
si danno battaglia
figli e figlie in un campo oscuro dove scarseggia aria.
Io e consorte lottiamo
come due piccole sentinelle
alleati d'una potente Madre clemente,
Regina di tutti, coronata di stelle.
Dal creatore, tutti
deriviamo
per Lui, con Lui, in Lui,
Divinamente viviamo.
giorno cupo s'erge:
terremoti, alluvioni e guerre
(gestite da Binladen?),
ormai e' sicuro, v'e' Satana dietro le quinte,
neppure le belve, danno la vita per uccidere;
anche la natura ne
e' sconvolta, e offesa si ribella,
troppi pochi si preoccupano di conservarla bella.
Il Creatore (mai come
ora), troppi lo vogliono sconosciuto,
il nemico invidioso, e' illuso che tutto il mondo gli sia dovuto.
Quando tutto sembra
perduto, all'orizonte un bambino appare,
attraversando il grembo di un'umile vergine rendendola sua Madre.
E' un progetto misterioso
d'amorosa donazione, infinito e Divino;
prima di renderla madre, n'e' degna sposa, diletta di Dio,
assimilandone potenza e maternita' anche sull'universo chino.
La sua missione, non
e' comune rivoluzione, ma vitale benedizione;
offrendo al Padre, oltre l'ultima goccia di sangue,
dona all'umanita' con lui in cammino, redenta vita santificante.
Donna fu Eva che rese
il viscido serpente quasi un capo;
donna e' Maria, l'Immacolata Vergine, che dovra' eliminarlo.
Sono i tempi della
fine della bestia e di chiunque la seguira'
invece, l'inizio (della vera Vita), per chi alla Regina s'affidera',
e nel nuovo Adamo Figlio di Dio (pane di vita), credera'.
Ottavio
Giannatempo
|