PANE DI VITA

Poesia per gli Allievi

Poesia Natalizie
Poesia Pasquali

 

PASQUA
2006

“Nell'angoscia t'invoco:
salvami, Signore”.
(Salmo 17/18).

Dal Vangelo
secondo Giovanni
(10, 31-42):

traggo questa riflessione
“facendone fraterna condivisione”:

L'essere lapidato, da parte dei tuoi coetanei, Gesù,
è un ulteriore motivo che sei proprio Tu:
il Figlio Divino di Dio venuto quaggiù,
“o meglio”:
con chiarezza t'udiamo asserire, d'essere colui che È,
“il Figlio di Dio, ricolmo d'infinito Amore, il vero Re”;

ma per alcuni: sei solo un uomo presuntuoso che bestemmi,
pochi: han fiducia, molti: indifferenti o seguono altre correnti;

l'ulteriore motivo della tua incolumità:
lo sfuggire più d'una volta al pericolo che ti sovrasterà:
“d'essere lapidato, o in altro modo preso ed eliminato”;

t'hanno potuto mettere le mani addosso, solo nell'ora stabilita,
e cioè nella Pasqua, quando l'agnello viene immolato vittima;

contemporanea a tanti agnelli, “l'Agnello di Dio, viene immolato”:
unica efficace vittima di ringraziamento e di espiazione del peccato:
unico sacrificio, che consentirebbe a l'uomo, di venire riscattato,
a tale proposito t'offri come Pane da essere mangiato, “tanto ci hai amato”;

non è affatto impresa difficile, usufruire di questo Pane, “Agnello Sacrificato”,
purchè crediamo in Lui, accogliendo e vivendo tutto ciò che ci ha “comandato”,
apprendendolo dalla S. Chiesa, “non guardando i difetti degli uomini ma al Capo”,
“Cristo è stato messo a morte per i nostri peccati ed è stato Risuscitato per la nostra giustificazione”:( Rm 4,25)
è lui, l'Agnello Risorto, ad esprimersi attraverso le membra, “che posso essere io o chi v'entra”;

l'augurio di Buona Pasqua, che per ogni colega, allievo e per tutti desideriamo:
è di poter dire tutti: “Dio l'abbiamo riconosciuto, ora, solo di Lui viviamo”.


Febbraio 07

“VANGELO
DELLA PASQUA”


No semplice rivista,
ma la più bella notizia,
se la predilegiamo intervista,
è capace di colmarci di letizia:
“per regali di nozze è la miglior lista”.

Ricette per tutti i gusti: peccatori, Santi e giusti;

tramandata lettera d'Amore, parla ad ogni singolo cuore:
mai male per male, ma bene a chi ti fa del male è l'amorosa lezione.

Notizia che entra nella nostra vita e tocca tutte le tematiche:
nascita, matrimonio e morte che non è più parola ultima e odiabile,
viene sconfitta dal Risorto che della vita ne è Padrone ammirabile:
“con irriducibile cauzione riscatta personalmente e l'uomo non muore”,
quale amante pagherebbe fino a tanto, “per non esser scartato”?

Sempre reperibile in mezzo a noi, Fino alla fine dei secoli: nel Pane puro!

Sconvolgente documento, dà mirabilmente i brividi il suo svolgimento,
misteriosa è anche l'indifferenza di tanti, verso Lui e il suo avvenimento;
ma chiunque su di Lui s'è chinato e sinceramente interrogato
ha scoperto il giusto cammino, e passo dopo passo ne viene illuminato,
avanzando gioiosamente rasserenato, nel bello e nel brutto a lui serbato.

Se v'è interrogativo sincero, sul da dove vieni e dove vai, scopri ch'esisti,
non puoi non mettere ordine su cose fugaci e di basilari prestigi.

V'è anche chi dice: “leggi il corano e ti convertirai all'islam”,
indubbiamente c'è del buono che fa bene, ma non merita “tam tam”,
da escludere terroristi: plagiati assetati di far morire per troppo odiar”;

Io dico: chi al Vangelo s'avvicinerà, ha la notizia di Dio che plasma,
non è una semplice lettera, Lui è li di fronte che ti parla,
come da Padre a figlio, fatto per la Paradisiaca sua casa,
ancora di più: da amante all'amata, quando sarò proporzionatamente grata?

Vuole che nessuno vada perso, ma cammini in Lui, “Via animata”;
la bella notizia del VAngelo è Gesù: Via, Verità, Vita e Vittoria dimostrata,


S. A.Pasqua 08

“GESÙ
CRISTO:
RISORTO
DIO
DELLA VITA”

Non abbandona
le sue creature alla morte:
indossa le vesti umane,
"piange", soffre per noi, da risposte:
"Lazzaro vieni fuori".
"Io sono la Risurrezione e la Vita".

Chi vive e crede in Lui, ha la Vita piena e definitiva:
attraverso il processo che porta alla Risurrezione,
passando "in ognuno", per la strada del calvario con la passione;
quindi la morte di Lazzaro e pochi altri, è solo posticipata per eccezione,
grazie alla sensibilità del Cristo: Re, Sacerdote e Profeta d'ogni Nazione;
solo Lui può vincere la morte, "da esemplare profetizzata Resurrezione",
di cui ogn'uno di noi può beneficiarne "attraverso la stessa di Gesù",
ed è nel nostro spirito l'urgente resurrezione che vale di più,
sarà lei ad introdurci in quella definitiva "che ci condurrà lassù".

Con il peccato si muore, e a chi non accetta di risorgere con Gesù,
addio risurrezione dello spirito, non sarà possibile risorger più!

La morte è una protagonista "che noi stessi" ce la siamo cercata,
ma il Dio della Vita, "piange", non accetta che lei sia entrata,
reagisce, ama l'umana creatura: non vuol vederla dalla morte incatenata,
conduce la sfida personalmente, con corpo umano, e la rende svincolata.

La morte, pur sembrando incredibimente orgogliosa di dare a tutti scacco matto
non può farcela con Lui che ha nome Gesù: "Dio salva", ecco perchè è risuscitato!
Se non fosse risuscitato, non sarebbe stato riconosciuto e mai come Dio chiamato.

Lui, nel tempo stabilito, ridarà a tutti questo corpo che ho avuto e porto:
chi accetterà di risorgere nello spirito, risorgerà anche con corpo,
orrore per chi non permetterà d'essere nello spirito risorto,
riavrà il suo vecchio corpo, ma con spirito morto;
nulla di divino spartirà, chi non accetta Gesù Salvatore nostro,
si autocondannerà ad eterno tenebroso blindato sepolcro.

Solo dimorando in Lui, Risurrezione, si ha la gioia d'esistere nella vita,
scartando Lui, si scarta la vita, non v'è Pasqua, perchè eternamente finita.

Nella S.ta Messa, faccio Pasqua e m'incontro con il Risorto:
ho la grazia di festeggiare ogni giorno, "anche per chi ancora indugia nel fosso":
entro in Lui e come Lui divento, soffrendo, "amo offrendo" e muoio risorgendo;
"nel tragitto della S.ta Pasqua, posso completare in Lui quel po' che manca".
Con i miei "cinque pani e due pesci", contribuisco: "tutta la popolazione mangia".

Auguro a tutti buona Pasqua di Risurrezione, "la gloriosa conclusione"...


S. A. Pasqua 08

“CHI SEI?”

Sono una semplice
ennesima creatura,
di passaggio nel Creato,
nella città di Colui che tutto ha formato.
Attraverso il mondo con quest'umile corpo
per giungere alla meta "oltre il lato opposto".
Amo il progetto e la Sapienza che l'ha programmato,
ogni suo operato e volere, è da me liberamente accettato;
più lo scopro, meglio lo conosco e sempre più lo voglio amato e adorato.
L'accoglienza più completa e gioiosa, è nella Pasqua che ho festeggiato.
La vivo con Lui: "nel patire, morire ed essere risuscitato";
la tomba vuota rende il mio credo sempre più rafforzato.
Il discendere da progenitori: Adamo ed Eva,
rende vittime e complici della caduta della primitiva era,
ma con promessa del Creatore di rialzarci "a nuova primavera":
"Ecco, IO faccio nuove tutte le cose. Cambierò il lutto in gioia vera",
dopo che la donna schiaccierà il capo al serpente "che incita alla mela".
Guardare al Creatore, pur essendo piccolo, oppresso, schiavizzato e perseguitato,
si è sempre da Lui protetti, a causa del suo instancabile amare: "mi vuole salvato"!
Anche "come crocifissore" posso sperare: "Padre, perdona, non comprende il male".
"L'Egiziano", non gli appartiene, "se dal serpente antico proviene ed interviene";
"l'Ebreo", perseguitato... passerà nel mar rosso senza neppure un capello bagnato,
a differenza "dell'Egiziano" che con cavalli e cavallieri fu ingoiato:
era semplicemente la Pasqua della vecchia, antica alleanza,
questa "nuova", è infinitamente ricolma d'amore ed esultanza:
passaggio dalla morte alla vita che è Cristo, che ridona speranza:
"Ecco l'agnello di Dio che toglie i peccati dal mondo.
Il Padre ha tanto amato il mondo
da donare il suo divin Figlio che si fa obbediente
sino alla morte e alla morte (ignominiosa) di croce".
Mai m'abbandona, ma mi protegge con la potenza del Figlio:
maltrattato, insultato, spogliato, inchiodato e morto sulla Croce,
è poi risuscitato: potenza d'amore che a sue spese rinnova il creato;
se il Crocifisso avrò guardato, da morte "velenosa" non sarò intaccato;
il mio Creatore, ha la prima ed ultima parola, eccolo trionfato.
Se anche tu sei perseguitato, stai pur certo non resterai abbandonato;
se sei nel giusto e al prossimo fai solo il bene: "non subirai eterne pene"
non viene certo dal maligno l'amore di giustizia, "che ti sarà redditizia",
oltre lassù, già ora quaggiù, posso beneficiare della risurrezione di Gesù.
È naturale, solo finchè vivo in questo mondo, si ripeteranno passioni e morti,
ma anche le svariate spirituali "risurrezioni", straordinariamente potenti e forti;
un giorno risorgerò gioioso e glorioso nella Luce che è Lui, non vedrò più giorni bui.


Pasqua 09

"TOMBA VUOTA"

Signore,
è quel sepolcro dove sei stato posto;
"dove andrebbe un cadavere risorto?".

Quel "Cristallino" Tuo corpo glorioso,
non appartiene più a materiale "fangoso",
ma tutto a sua dimensione divina, astro misterioso;
Creatore e Re dell'universo, Salvatore misericordioso,
dai prova di risorto a chi nel tuo disegno d'amore lo vuoi coinvolto.

Non certo a coloro che continuano a reclamare crocifissione;
inoltre, imperterriti tentano l'assurda e falsa confessione:
"l'han rubato i suoi discepoli, a dormir c'eravamo messi";
ecco evidenziarsi come e quando intendiamo impegnarci.

Può mai essere rubato, un corpo tanto discusso e vigilato?

Quel Dio che dopo richieste ironiche non scende da croce,
potrebbe forse farsi vedere da chiunque il dubbio si pone?

Per ciò che riguarda me, è sufficente riascoltare
la testimonianza del Re e profeta, Davide "Tuo padre":
"non permetterai che il tuo Santo veda la corruzione...".
La Tua parola personale:"dovrà patire morire e il terzo giorno resuscitare.
beati coloro che m'han creduto anche senza avermi veduto...".
Ma v'è anche quella dei tuoi apostoli:
"questo Gesù, Dio l'ha risuscitato e noi tutti lo testimoniamo".

Son felice d'unirmi al coro della sequenza alla vittima Pasquale:
"Si ne siamo certi: Cristo è veramente risorto. Tu Re vittorioso abbi pietà di noi"...
L'Amantissimo, per amore, s'è reso: confitto, trafitto, ma mai sconfitto!

Una naturale conferma viene da ogni primavera: "fiorisce sempre la vita vera",
puntualissima combinazione, ogni anno porta anche me, "a maturazione";
quella tomba vuota mi fà comprendere che non è la morte la conclusione,
ma la vita pura, che per ora possiamo contemplare anche nella primaverile fioritura.

Quel corpo trasformato in cui la nostra materia non ha facoltà di farlo evidente,
solo l'intervento del onnipotente, potrebbe eliminare le nostre deficenze;
un giorno ti potremo vedere anche senza l'ausilio d'occhio terreno carente,
ma non basta volerti vedere, occorre vivere come a Te si conviene.

Tu sei l'Inizio e la Fine, a Te appartengono i beni e tutto sostieni,
è gioia scoprir che ci doni amore da farne traboccare il cuore
assecondarti, scopriamo che cammini con noi "sfamandoci bene e come";
se la tomba è vuota, il nostro cuore può esser pieno di Te, Dio vero.

Accoglierti, ci si deve disporre sino ad averne "felice doglie".

Risorgerò anch'io, e più intensa ed eterna gioia spero in Te, o Dio.


S. A. Marzo 2007

PASQUA 07

"Ricordiamo, Signore, le tue meraviglie".

Crei l'uomo libero da come si vede,
e dal male ne ricavi sempre il bene.

Il mio cuore s'innalza estasiato e si sostiene,
tutta la mia fiducia desidera inabissarsi nel Tuo Bene.

Tu conosci tutto, compreso la mia famosa fragilià.
Sai bene quanto la struttura della mia povera fede resisterà.
Non indugiare a farmi entrare nella tua Passione: a resurrezione mi condurrà,
rafforzala "questa mia fede" e non per la mia, ma per la Tua Gloriosa "Sede".

Ecco per noi un'altra alba della tua umana e Divina Pasqua.
Quando e quanto attingerò da quest'altra festosa Grazia?

Festosa ed eccelsa, perchè Tu ti servi del tuo tanto patire per redimerci.

Non permettere che io rimanga passivo pur godendo dei tuoi impari "sacrifici":

È mai possibile che nella Pasqua, Tu mi dai tutto, ed io nemmeno l'ombra di un frutto"?

Fammi partecipe, come nella gioia, anche del Tuo ingiusto e terribile dolore.

Non guardarmi come tuo "coniuge" dal cuore troppo freddo e privo d'amore;
incapace di soffermarmi a immedesimarmi neppure nell'altro trafitto Cuore:
"nel doloroso evento Tuo e di Tua Madre, in contemporaneo estremo Ardore":
t'assiste, suo figlio e Dio, (intento a patire e morire per amore),
mentre dall'indescrivibile suo dolore di Madre, con acutissime "doglie",
partorisce anche noi nuovi figli suoi, da guidare all'eterne glorie.

Non dubito, Gesù e Maria, Madre e Padre Nuovi,
di quanto arda il vostro squarciato cuore per noi:
"L'Amore rigenerante nel dolore, ci fruttano copiosi doni".

Ma i miei: dove sono? Come può essere Pasqua "per chi resta fuori"?

Troppi frutti quaggiù non sembrano buoni: intervenite pure, "con i doni"!

Confido che con il vostro aiuto, produrremo anche noi frutti buoni.

Pur nella mia impotenza espando a tutti "in qualsiasi situazione",
Buona Pasqua soprattutto a portatori di croci "d'abilitare a Resurrezione".


S. A. Pasqua 08

“PASSAGGIO”

Sono
un'ennesima creatura,
di passaggio nel Creato,
nella città di colui che tutto ha formato,
attraverso il mondo con quest'umile corpo
per giungere alla meta la, "oltre il lato opposto";

amo il progetto e la Sapienza che l'ha programmato,
ogni suo operato e volere, è da me, liberamente accettato,
più lo scopro, meglio lo conosco, e sempre più lo voglio adorato;
l'accoglienza più completa e gioiosa, è nella Pasqua che ho festeggiato:
la vivo con Lui: "nel patire, morire ed essere risuscitato";
la tomba vuota rende il mio credo, sempre più rafforzato.

Il discendere da progenitori: Adamo ed Eva,
si è vittime e complici della caduta della primitiva era,
"ma con promessa del Creatore, di rialzarci a nuova primavera":
"Ecco, IO faccio nuove tutte le cose: Cambierò il lutto in gioia vera",
dopo che la donna schiaccierà il capo al serpente "che incita alla mela".

Amare il Creatore, pur essendo piccolo, oppresso, schiavizzato e perseguitato,
si è sempre da Lui protetti, ha causa del suo instancabile amare: "mi vuole salvato"!

Anche "come crocifissore" posso sperare: "Padre, perdona, non comprende il male".

"L'Egiziano", non gli appartiene, "se dal serpente antico proviene ed interviene";
"l'Ebreo perseguitato...", passerà nel mar rosso senza neppure un capello bagnato,
a differenza "dell'Egiziano" che con cavalli e cavallieri fu ingoiato:
era semplicemente la Pasqua della vecchia, antica alleanza,
questa "nuova", è infinitamente ricolma d'amore ed esultanza,
passaggio dalla morte alla vita che è Cristo, che ridona speranza:
"ecco l'agnello di Dio che toglie i peccati dal mondo.
Il Padre ha tanto amato il mondo
da donare il suo divin Figlio che si fà obbediente
sino alla morte e alla morte (ignomignosa) di croce":
Mai m'abbandona, ma mi protegge con la potenza del Figlio,
che, maltrattato, insultato, spogliato ed inchiodato sulla Croce,
è morto e risuscitato: potenza d'amore che rinnova il creato;
se il Crocifisso avrò guardato, da morte "velenosa" non sarò toccato;
il mio Creatore, ha la prima ed ultima parola, eccolo trionfato.

Se anche tu sei perseguitato, stai pur certo non resterai abbandonato;
se sei nel giusto e al prossimo fai solo il bene: "non subirai eterne pene"
non viene certo dal maligno l'amore di giustizia, "che ti sarà redditizia",
non quaggiù, ma lassù, con la risurrezione donata esclusivamente da Gesù.

È naturale, solo finchè vivo in questo mondo, si rinnovano passioni e morti,
ma anche le svariate spirituali risurrezioni, miracolosamente potenti e forti;
un giorno risorgerò gioioso e glorioso nella Luce che è Lui, cesseranno i giorni bui.


Pasqua 09

"CHICCO"


"In verità io vi dico:
se il chicco di grano,
caduto a terra, non muore,
rimane solo; se muore,
produce molto frutto".
(Gv 12, 24).

Una ricca spiga ci sarà,
se un chicco sotto terra morirà.

Ascoltando e seguendo il Figlio di Dio,
riuscirò a mettere sotto terra il mio Io;
atto che prospetta la gloriosa svolta Pasquale:
"anticipo di gioia che già mi sento sovrastare".

Anche per me, sua povera, piccola creatura:
"v'è pane di vita, in quella dorata spiga matura".

"Pur essendo figlio, imparò l'obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto,
divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono"
(Eb 5,8-9).

L'obbedire al Padre "morte evidente", dell'Io da seppellire:
un sicuro marcire che in svariati modi "ti fa morire".

È così che innalzo su stelo robusto la mia vita,
ma se per il chicco significa produrre la spiga,
per il Figlio di Dio è un dare, "all'intera umanità", la vita:
"mentre ubbidiente s'annienterà, prodigiosa spiga crescerà".

Quindi, lasciarsi seppellire, è fare la divina Paterna volontà,
dal mattino a quello seguente, affrontando le infinite realtà,
prendendo la propria croce e seguendolo, "finchè ci si seppellirà".

Abbiamo la prova: non è solo sepoltura, è anche resurrezione futura".

Il prezzo della gloria Pasquale è proprio nel dare all'Io una morte sicura.

Urge far morire gli istinti superflui che dilagano e son contro natura.

Cristo ha portato frutti per tutti, ma non sempre li raccogliamo tutti,

Dio vuole che ce ne serviamo per meglio portare i nostri frutti.
Ci dice:
"Chi ama la propria vita, la perde
e chi odia la propria vita in questo mondo,
la conserverà per la vita eterna.
Se uno mi vuol servire, mi segua, e dove sono io,
la sarà anche il mio servitore".
(Gv 12, 25)..
Ecco dov'è il segreto delle gioie Pasquali:
seppellendo l'Io, non solo per te stesso rinasci,
ma grazie a Cristo, potremo risorgere "in tanti".


S. A. Pasqua 2010

"AGNELLO DI DIO"


"che togli i peccati del mondo
abbi pietà di noi".


Tutti i giorni per noi Tu ti fai tale,
su quell'altare ove ti osiamo innalzare!

Ricordo quando venimmo in terra Santa,
sul monte ove ti trasfigurasti qual Dio che salva,
ti miravo in mosaico, in artistica opera che incanta,
fino a farmi incaponìr la pelle, per la tua gola sgozzata,
strappasti dall'insensibile arido mio sguardo, alcune lacrime,
li, mi pareva reale quel Tuo prezioso e vermiglio sangue,
t'usciva dalla candida gola, squarciata fluttuante e abbondante:
"deve bastare per ogni architrave, senza quello non si può campare";
quanta tenerezza emanavi da quell'innocente mite sguardo infiammante.

Tu, unigento figlio di Dio e di Maria, sconfiggerai il male che è satana;
Sei l'Isacco non risparmiato, il tuo programma non lo vuoi annullato;
nell'annientamento vinci, ed è così che l'umano verrà risuscitato.

T'abbassi a lavarci i piedi per insegnarci a purificarci "interi";
ci nutri della tua carne, per far si' che ci reggiamo in piedi;
ci sfami donandoti cibo di Luce per il non volerci ciechi.

Or ti contemplo, ancora una volta, trafitto su quella croce;
quanto t'è costato, un ingrato come me, sordo a odir tua voce?

È terribile scoprir quanto sangue hai speso, pietoso Salvatore:
"le strazianti pene e, quanta profonda interminabile umiliazione,
sino a toccare la stessa nostra morte che sol'io merito, misero peccatore",
cosa dovrei dire o fare, or che ti contemplo li', con squarciato cuore?

Perchè non mi fai scoppiar in pianto come Pietro o pur morir di dolore?

Non m'è proprio facile guardarti in così scomodo "ma glorioso trono",
ma or che ancor ti miro, non più voglio staccarmi da Te, fonte "d'oro".

"Tua Madre è inchiodata con Te", donami di restare accanto a Lei
presso Te solo, v'è luce ed esclusivo profumo d'arcano dator di beni.

Fammi almeno più ardito a portar dietro di Te la mia croce,
e da Cireneo a quei fratelli che più stentano ad udir tua voce.

 

LA FINE

Angoscia e speranza si danno battaglia
figli e figlie in un campo oscuro dove scarseggia aria.

Io e consorte lottiamo come due piccole sentinelle
alleati d'una potente Madre clemente,
Regina di tutti, coronata di stelle.

Dal creatore, tutti deriviamo
per Lui, con Lui, in Lui,
Divinamente viviamo.

giorno cupo s'erge:
terremoti, alluvioni e guerre
(gestite da Binladen?),
ormai e' sicuro, v'e' Satana dietro le quinte,
“neppure le belve, danno la vita per uccidere”;

anche la natura ne e' sconvolta, e offesa si ribella,
troppi pochi si preoccupano di conservarla bella.

Il Creatore (mai come ora), troppi lo vogliono sconosciuto,
il nemico invidioso, e' illuso che tutto il mondo gli sia dovuto.

Quando tutto sembra perduto, all'orizonte un bambino appare,
attraversando il grembo di un'umile vergine rendendola sua Madre.

E' un progetto misterioso d'amorosa “donazione”, infinito e Divino;
prima di renderla madre, n'e' degna sposa, diletta di Dio,
assimilandone potenza e maternita' anche sull'universo chino.

La sua missione, non e' comune rivoluzione, ma vitale benedizione;
offrendo al Padre, “oltre” l'ultima goccia di sangue,
dona all'umanita' “con lui in cammino”, redenta vita santificante.

Donna fu Eva che rese il viscido serpente quasi un capo;
donna e' Maria, l'Immacolata Vergine, che dovra' “eliminarlo”.

Sono i tempi della fine della bestia e di chiunque la seguira'
invece, l'inizio (della vera Vita), per chi alla Regina s'affidera',
e nel nuovo Adamo Figlio di Dio (pane di vita), credera'.

Ottavio Giannatempo

ALLELUIA
ALLELUIA ALLELUIA


"Questo è il giorno di Cristo Signore"


Il tuo passaggio Signore, pane di vita,
coinvolge sempre più quello della mia;

mi si profila sempre più con chiarezza,
il trionfo della tua mansuetudine sulla violenza;
la tua vittoria sul male, diventa sempre più certezza;

il sottometterti, diventa un duello all'ultimo sangue,
morte e vita si affrontano in un mondo incurante;
ma, mentre l'uomo Dio sembra ormai tramontare,
s'aprono per noi grandi speranze da adottare;

fare Pasqua con filiale umile disposizione,
si esige contemplarne la tua resurrezione;

tutto ciò che hai fatto e detto nella tua vita,
illumina in ogni giornata la vera via;

io in realtà, sto facendo poco o niente,
sei tu che fai tutto: nell'essere obbediente,
è facendoti uomo, che mi rendi più potente.

Mai avrei pensato d'intravedere la grandezza del tuo amore,
osservando come ti sei abbassato, misericordioso Dio creatore:
facendoti creatura, abbracciando il colmo della miseria e del dolore.

Ogni giorno, con infinita umiltà continui sull'altare, a donarci amore,
facendoti pane per portarci personalmente la vita in ogni cuore;

tu GESU', mi stai inebriando, la mia anima ne è sempre più edificata:
man mano che percorro la vita da te tracciata
anche la mia arroganza ne è sempre più sgretolata.

La bontà nella tua Pasqua, sia la più lodata e ringraziata,
anche oltre il globo, in ogni "giornata o nottata".

Quando, Signore, risorgerai in ogni creatura?
Quante volte ancora dovrai morire,
per mano fraticida o violentato dalla natura?
Quando, in ogni cuore regnerà la pace vera e duratura?

La tua risposta, dalla creazione, è di libertà per tutti,
grazie, se sulla montagna hai fatto beati "i belli, non i brutti".

Si, "Beati i misericordiosi", ma, forse in me vè ancora risentimento:
"Per chi ti ignora e festeggia la tua Pasqua come un indifferente evento",

Non a questo io voglio dare ascolto, ma alla tua parola, colma d'amore e di gioia;
LEI E' LA FONTE VERA DI RISURREZIONE E PACE, PER CHIUNQUE LO VOGLIA.

E' il nostro modo sincero d'augurare a tutti Buona Pasqua 2006
in modo speciale agli affezionati allievi della nostra 1° Scuola.
Ottavio e Teresa Giannatempo