La passione creativa
artistica ha sempre accompagnato (ottavio g.) pressochè dalla
nascita, sino a spingerlo (in età adulta) nel settore ceramica.
La combinazione o il "destino", ha fatto sì che
Ottavio incontrasse Teresa, anch'essa amante d'arte (se bene meno
praticante), proprio in un periodo di crisi di lavoro per la ceramica,
così che oltre a realizzare il loro matrimonio, lo ampliarono
rilevando anche il panificio di famiglia (visto che la Teresa era
la fornarina n° 1 nella gestione e produzione dell'attività).
Dopo questo "duplice matrimonio" (composto da Ottavio
con Teresa e arte con pane), anche la "prole" cresceva,
i figli si completavano a 5, mentre le sculture in pane sono tuttora
sempre più numerose e "belle", al punto da sembrare
ceramiche (per questo sono molto richieste in particolar modo per
esposizioni), in effetti, proprio le varie esposizioni di queste,
hanno incitato i colleghi a continue richieste per imparare, suscitando
conseguentemente la decisione dei coniugi a condividere quest'arte
con chiunque ne facesse richiesta. "L'impresa" della 1°
scuola per sculture in pane, è nata circa 18 anni fa, inizialmente
gestita nel proprio panificio; dal 1995 si è dovuto procedere
a fare gestire il panificio artistico dai propri figli per dare
spazio e vita alla specifica struttura, con laboratorio (per scuola)
oltre la mostra di varie centinaia di opere con vendita, non solo
di queste, ma anche di utensili (di grande aiuto per la realizzazione);
più del 50% di questi sono prodotti dagli stessi coniugi,
e disponibili anche ad essere spediti per corrispondenza.
Certamente nulla si costruisce senza sacrifici, fra questi anche
la concorrenza di un certo numero degli stessi allievi, o allievi
di questi; nessuno di loro ha minato la 1° scuola: grazie all'amore
e al coscienzioso metodo didattico usato dagli stessi fondatori
e maestri), grande è tutt'ora la soddisfazione nel vedere
il beneficio recato a migliaia di allievi, ormai i campioni di pani
artistici (in modo particolare in italia), non si contano più.
alla domanda se lo rifarebbero ancora? la risposta è sì:
perchè abbiamo scoperto che è proprio vero, che è
dando che si riceve